domenica 5 febbraio 2012

Roy Atwell, la voce di Dotto in Biancaneve e i sette nani



Roy Atwell                                                     Dotto (Doc)


Cinquanta anni addietro moriva a New York a 83 anni, il 6 febbraio del 1962, Roy Atwell, attore, star della radio e compositore statunitense nato a Syracuse (New York) il 2 maggio del 1878. 


è divenuto una stella fulgente nel firmamento del cinema mondiale nel 1937 per aver prestato la sua straordinaria voce a uno dei sette nani, Dotto, in Biancaneve e i sette nani, primo lungometraggio d'animazione a colori e vero capolavoro della Disney, ricco di innovazioni tecniche utili a realizzare un nuovo spazio espressivo e integrato da un travolgente commento musicale (il film è stato trasmesso in prima televisiva dalla RAI il 2 gennaio 2011, utilizzando la versione DVD restaurata nel 2009). In Italia, Roy Atwell fu doppiato da Olinto Cristina nell'edizione del 1938 e da Roberto Bertea in quella del 1972.

Roy Atwell iniziò a recitare come attore di cinema muto nel 1914 e fu attivo sino al 1947, comparendo in 34 film.

Si segnalò nel 1922 nei seguenti film muti: Grand Larceny (1922) di Wallace Worsley, protagonista Claire Windsor; Don't Get Personal di Clarence G. Badger, protagonista Marie Prevost; e Red Hot Romance di Victor Fleming con Basil Sydney e Henry Warwick. Seguirono gli altri film muti Souls for Sale (1923), scritto, diretto, sceneggiato e prodotto da Rupert Hughes con la grande diva del muto Eleanor Boardman – nel film comparivano numerosi artisti famosi di Hollywood, tra i quali Charlie Chaplin, Erich von Stroheim, Florence Vidor e King Vidor (dopo il divorzio da Florence, altra famosa attrice del cinema muto, il regista sposò proprio Eleanor Boardman) – ; e The Outsider (1926), tratto dal lavoro teatrale di Dorothy Brandon, di Rowland V. Lee con Jacqueline Logan, Lou Tellegen e Walter Pidgeon.

Nel 1933 Atwell comparve nel breve film musicale Crashing the Gate (1933) di Joseph Henabery con la celebrata cantante degli anni venti e trenta Ruth Etting, nota per la canzone "You Made Me Love You" di Walter Donaldson e Gus Kahn (che la cantante aveva portato al successo in "Whoopee!", il musical del 1928 prodotto da Florenz Ziegfeld Jr.). Nel 1955 il regista di origine ungherese Charles Vidor girò il film biografico Amami o lasciami (Love Me or Leave Me) con Doris Day e James Cagney, dedicato appunto a Ruth Etting, che seppe trasformarsi da ballerina di fila a cantante amatissima e a star cinematografica (e James Cagney interpretava il gangster Martin "Moe the Gimp" Snyder, suo primo marito e manager).

Seguirono la commedia The Harvester (1936) di Joseph Santley con Alice Brady e il film musicale Invito alla danza (Varsity Show) (1937) di William Keighley con Dick Powell.

Nel 1937 Roy Atwell divenne famoso in tutto il mondo dando la sua voce a Dotto (Doc, da doctor) in Biancaneve e i sette nani (Snow White and the Seven Dwarfs), tratto dalla omonima fiaba dei fratelli Grimm e diretto da David Hand (la sceneggiatura fu figlia di un folto team di sceneggiatori e i disegnatori che lavorarono duramente per mesi). Si racconta che Walt Disney dovette ipotecare anche la sua casa per finanziare la produzione del film che costò una cifra astronomica per quell'epoca ma rivoluzionò la programmazione cinematografica (per la prima volta gli incassi di un film d'animazione furono enormi) e che gli meritò uno speciale Premio Oscar alla carriera (il film fu anche nominato all'Oscar per la miglior colonna sonora di Liegh Harline): «…un film ambizioso che i critici chiamarono “la follia di Disney”, salvo poi a essere costretti ad ammettere che questa sua versione della celebre favola, ricca di umorismo, sentimento, pathos e suspense, nonché di emozionanti colpi di scena, era un grosso successo. Un successo pagato caro, poiché il film era costato ben un milione e 700.000 dollari, una bella cifra per quei tempi.» (ne "I regni incantati di Walt Disney", Il Cinema – Grande storia illustrata, Ist. Geografico De Agostini, Novara, 1981). Nel film furono dati nomi fantasiosi ai sette nani, che non esistevano nella fiaba originaria: Dotto (Doc), saggio e balbuziente; Brontolo (Grumpy), scorbutico ma cuor d'oro;  Pisolo (Sleepy), vivace e acuto nonostante sempre assonnato; Mammolo (Bashful), un timido sempre rosso e confuso; Gongolo (Happy), un burlone sempre di buon umore; Eolo (Sneezy), afflitto da forti starnuti irrefrenabili; e Cucciolo (Dopey), un calvo stupidello che non ha mai imparato a parlare.

Dopo il successo internazionale di Biancaneve e i sette nani, Atwell girò ancora alcuni film, tra i quali sono da menzionare il film musicale La fortezza s'arrende (The Fleet's In) (1942), diretto da Victor Schertzinger con Dorothy Lamour e William Holden, e People Are Funny (1946) di Sam White con Jack Haley e Helen Walker, basato sull'omonimo programma radiofonico (poi anche televisivo) della NBC con Art Linkletter. Fu poi la volta di Gentleman Joe Palooka (1946) di Cy Endfield con Leon Errol e Joe Kirkwood Jr, tratto dalla striscia comica creata dal cartoonist Ham Fisher nel 1921 e centrato su un campione di boxe, peso massimo. Nel 1947 girò una piccola parte nella commedia thriller La congiura di Barovia (Where There's Life) di Sidney Lanfield con Bob Hope e Signe Hasso.

Roy Atwell partecipò a diverse produzioni di Broadway, tra le quali The Little Missus, The Mimic World, The Firefly, e How's Your Health?.

Come compositore si fece conoscere con la popolare canzone Some Little Bug is Going to Find You, registrata nel 1915, e scrisse anche le parole della canzone When a Piece of Toast Climbs Your Bedpost with a Cigar.

Ebbe tre mogli: la prima e la terza furono attrici, Blanche West ed Ethel Smith; la seconda era Dorothy Young, figlia di un ricco banchiere.


Sconosciuto ai più, la voce di Roy Atwell rimarrà scolpita nell'immaginario infantile di diverse generazioni di bambini per aver dato vita, carattere e spessore a Doc, il tronfio saputello, il pomposo leader dei sette nanetti, che nonostante i suoi gravi problemi di pronuncia interviene sempre comicamente a dire la sua, facendo da contraltare alla intensa drammaticità della favola (la sua performance fu il frutto delle sue esilaranti macchiette radiofoniche).



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